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Le forme del tempo. Miti, fiabe, immagini di Italo Calvino

2004

Monografia su Italo Calvino attaverso una disamina antropologica della sua intera produzione, con particolare attenzione alla presenza del mito, della fiaba e ai problemi della visione.

Antropologia mito fiaba visione
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Il Centro Tau nella Comunità Educante

2022

L’Associazione “Inventare Insieme (onlus)”, anche grazie all’attivazione dell’officina di promozione socio-culturale “Centro Tau”, ha agito nel passato e nel presente e continua ad agire in un’area della città nella quale il cambia- mento innescato attraverso la concatenazione tra diverse azioni portate avanti da esperti, collaboratori, dipendenti, volontari, comincia ad essere visibile. È pur vero che parlare di cambiamento senza incorrere nei rischi di una sovra-rappresentazione della realtà o di una sua strumentalizzazione è sempre difficile. Pertanto, fermo restando che il cambiamento necessita non soltanto di tempi, ma anche di cornici, si farà riferimento, in questo contesto, alla com…

Comunità educanteSettore SPS/11 - Sociologia Dei Fenomeni Politicirete visione partecipazioneSettore SPS/07 - Sociologia Generale
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The reason for a project that was never performed: Alvar Aalto and the residential complex in Pavia (1966-68)

2015

This paper aims to analyze the characteristics of the project for the residential complex "Patrizia" in Pavia by Alvar Aalto (1966-1968). Although not realized, for political and economic reasons, the project offers an interesting example of urban planning in an “organic key”. In particular, this paper aims to contextualize the project of Aalto in the broader context of the residential building in Italy after World War II, when the problems of reconstruction and "home" are the heart of the debate on architecture. The project, in fact, takes place in the years immediately following the experiments of the social housing plan INA CASA (1949-63), which - with differences in design and architect…

Il presente contributo intende analizzare le caratteristiche del progetto di Alvar Aalto per il complesso residenziale “Patrizia” nella periferia S-O di Pavia ideato tra il 1966 e 1968. Sebbene non realizzato per motivazioni politico-economiche il progetto offre un interessante esempio di pianificazione urbana in chiave organica. Esso reinterpreta infatti le regole dell’insediamento storico pavese integrandosi nell’orografia della valle del fiume Ticino con un intervento a “scala umana” con una rete di percorsi pedonali verde attrezzato agricolo ed edifici ad anse regolari che seguono l’andamento delle curve di livello del luogo. In particolare questo contributo vuole contestualizzare il progetto di Aalto nel quadro più ampio dell’edilizia residenziale in Italia nel secondo dopoguerra quando il problema della ricostruzione e della “casa” sono il cuore del dibattito sull’architettura. Il progetto si colloca infatti negli anni immediatamente successivi alle sperimentazioni del piano sociale per l’edilizia pubblica INA CASA (1949-63) che con differenze progettuali e linguistiche variabili da regione a regione aveva comunque attinto molto dal neoempirismo scandinavo desumendo da quest’ultimo modelli insediativi tipologie edilizie e schemi distributivi interni alle abitazioni spesso però scadendo nel linguaggio vernacolare. Il quartiere “Patrizia” mostra rispetto agli esempi italiani un salto di qualità dovuto alla visione “organica” dell’architettura di Aalto e al suo approccio libero dai pregiudizi e dal “peso della storia” che gravava su tanti architetti italiani. Molti furono infatti gli oppositori al piano pavese che vedevano nel progetto di Aalto una minaccia per il centro storico di Pavia. Per analizzare il progetto ci si servirà quindi di due chiavi di lettura: una interna che ne descriverà le caratteristiche attraverso i disegni le relazioni scritte anche in rapporto ad altre opere del maestro finlandese e una esterna che contestualizzerà il progetto nel particolare momento storico italiano della ricostruzione post-bellica cercando anche di valutare gli apporti e l’influenza di Aalto sull’architettura italiana in particolare su alcuni protagonisti come Giancarlo De CarloSettore ICAR/18 - Storia Dell'Architettura
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Materiali del progetto: il design dei sistemi produttivi locali

2008

Una condizione insostituibile nella costruzione del progetto è l’elaborazione in fieri che comporta inevitabilmente una successione di fasi come nell’esempio riportato al centro di questo scritto: Gli orti dell’ozio creativo per Vema. Attuare ragionamenti, procedure, azioni specifiche relative ad una visione sistemica per la comprensione dei “materiali del progetto” che regolano l’esperienza sul fare architettura. Compiti e ruoli finalizzati alla mediazione di rapporti condivisi che non rispettano una cronologia, una sequenza lineare, ma, nell’eccezione derivata, legata alla circolarità, concorrono verso l’innovazione in architettura.

Settore ICAR/13 - Disegno Industrialeozio creativo azioni visione sistemica materiali del progetto orti
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IMMAGINAZIONE E VISIONE NELL’OPERA DI BIBI LEONE. UN PRIMO INDIRIZZO PER GLI STUDI

2012

L'articolo intende porre le basi di un lavoro di ricostruzione critica dell'opera di architettura e dell'insegnamento universitario di Bibi Leone, mettendo in luce i due poli, simili ma distinti, della immaginazione e della visione, caratterizzanti l'evoluzione processuale del progetto nella sua esperienza.

Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E UrbanaImmaginazione visione progettazione architettura Bibi Leone
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I SISTEMI TEMPORANEI: PRIMA E DOPO

2017

Nell’esperienza dell’Architettura, in una rinnovata percezione, questa è riconosciuta dentro una complessità sistemica, materiale e immateriale, che verifica un luogo. Anche i sistemi temporanei, che danno forma alle logiche del quotidiano, si aprono a questa visione. Essi sono ambiti spaziali legati a un sicuro rinnovamento. La sfida non è sola quella di distinguersi e di attirare l’attenzione; infatti, di fronte a una visione sistemica spesso si finisce solo per scegliere forme capaci di stupire, anche perseguendo prestazioni sostenibili. Questo genera una relazione inevitabile con nuovi bisogni -quelli generati da un evento catastrofico, di emergenza o di riuso-, che non è sempre legata …

Settore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbanaluogo dimensione archeologica visione camaleontica
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Il fiume Salso: da problema a risorsa. Un'inversione dell'attuale discussione sul P:A.I.

2006

estratto iniziale: Che cosa è il paesaggio? Come si percepisce il paesaggio? Dove inizia e dove finisce il paesaggio? Queste domande si pone la “passeggiatologia” o “promenadologia”, termini coniati dal “passeggiatologo” svizzero Lucius Burckhardt – recentemente scomparso e presso il quale ho avuto la fortuna di studiare negli anni `90 – per nominare la sua scienza relativa ad una singolare chiave di lettura e di comprensione del paesaggio. Una prima risposta è che un determinato paesaggio esiste nella mente di ognuno di noi e si forma come risultato di un processo mentale di accumulazione ed integrazione di immagini raccolte durante il suo attraversamento e la sua percezione, per l’appunto…

Settore ICAR/15 - Architettura Del Paesaggiopaesaggio ambiente protezione visione descrizioneSettore ICAR/14 - Composizione Architettonica E Urbana
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Gradualismo nella tripartizione del reato. Una analisi critica

2011

Settore IUS/17 - Diritto PenaleTeoria del reato. Tripartizione. Costruzioni 'a gradi'. Visione 'seriale' delle esimenti.
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A che serve la storia?

2002

Lo statuto epistemologico dei saperi storici ha un peso determinante nella visione del mondo della società in cui viviamo: condividere il passato è indispensabile per progettare il futuro. Riflessioni sull'utilità della storia nella didattica.

Settore L-ANT/02 - Storia Grecastoria passato futuro visione del mondo
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L'occhio della macchina

2018

Ma come vedono i computer? Cosa vedono? E soprattutto…. quale visione del mondo ci offre la società digitale?L’occhio della macchina è un viaggio nella visione dei computer, nelle tecniche, nei software, nei programmi per cercare di definire la logica, la ragione, la “filosofia” della macchina che vede.

Settore L-ART/06 - Cinema Fotografia E TelevisioneNuovi media nuove tecnologie visione cibernetica
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